Milano, Stelvio, Resia e Maloja: Itinerario in Moto sulle Alpi Italiane in un Giorno
Era una di quelle mattine in cui ti svegli già col casco in testa. Cielo sereno, serbatoi pieni, sei amici che partono da Milano verso nord. Nessun programma rigido. Solo le curve, le montagne e la libertà che solo un viaggio in moto in Italia sa dare.
A metà strada ci ha raggiunti un settimo amico da Brescia. Eravamo in sette — e un gruppo di sette motociclisti sulle Alpi Italiane ha un'energia tutta sua. Caffè, risate, e via.
Quello che è venuto dopo sono stati 550 chilometri di mototurismo sulle Alpi che restano dentro per sempre.
Passo Gavia: Bellezza che Non Perdona la Distrazione
Il primo grande impegno della giornata. Il Passo Gavia collega Ponte di Legno a Bormio attraverso la SS300 — una delle strade panoramiche più selvagge d'Italia — con 44 km di percorso e 1.394 metri di dislivello, da 1.258 m fino alla vetta a 2.652 m.
È un passo con carattere. Il manto stradale è asfaltato ma stretto, con tratti dove due auto si passano a malapena. Il lato sud ha una pendenza media dell'8% con picchi del 16%, curve chiusissime che richiedono attenzione massima sulle moto più grandi. Guard rail? Quasi assenti. La caduta, in diversi punti, è diretta.
Ma il paesaggio ripaga tutto. Sopra il limite degli alberi fin dall'inizio, il Gavia apre su praterie d'alta quota, campi di neve ai bordi della strada anche in estate, e due laghi — il Lago Bianco e il Lago Nero — incorniciati da pareti rocciose. In vetta, il vento è freddo e il silenzio assoluto. Una delle migliori strade per motociclisti di tutta la Lombardia.
Bormio: La Capitale dei Passi
Scendiamo a Bormio — città termale e storica nel cuore delle Alpi Italiane, hub perfetto per i motociclisti. Tappa frequente del Giro d'Italia, è il punto di convergenza di alcuni dei passi alpini più leggendari: Stelvio, Gavia, Mortirolo, Umbrail. Da Milano dista circa 200 km percorrendo la SS36. Sosta, caffè, un respiro profondo, e poi si punta verso il re dei passi.
Passo dello Stelvio: 88 Curve, 2.757 Metri, una Leggenda
Se esiste una strada in Italia che ogni motociclista del mondo vuole percorrere almeno una volta nella vita, quella strada si chiama Passo dello Stelvio.
Con i suoi 2.757 metri, è il valico automobilistico più alto d'Italia — e il secondo più alto d'Europa. Conta 88 tornanti numerati: 48 sul versante altoatesino e 40 su quello lombardo. La strada fu costruita tra il 1820 e il 1825 dall'ingegnere Carlo Donegani, che trascorse un anno intero a progettare il tracciato prima di iniziare i lavori. Ci vollero 2.500 operai e cinque anni per completarla — per collegare la Lombardia (allora parte dell'Impero Austriaco) con il Tirolo, aprendo la via da Vienna a Milano.
Percorrere lo Stelvio in moto è un'esperienza unica. I tornanti scorrono — 48, 47, 46 — mentre l'altitudine sale e il paesaggio si trasforma. In cima, il confine con la Svizzera è a pochi chilometri a nord. D'estate, motociclisti da tutto il mondo salgono qui. Era impossibile non scambiarsi un cenno con ognuno che passava.
In vetta, con gli 88 tornanti sotto di te, il vento gelido e un panorama che nessuna foto può contenere — capisci perché lo Stelvio è una delle strade più famose d'Europa per chi viaggia in moto.
Il Panino del Rifugio
Proprio lì, in uno dei rifugi dello Stelvio, abbiamo fatto la sosta obbligatoria: il Vinschgerl. È il pane rustico e scuro della Val Venosta — farina di segale, cumino, finocchio, coriandolo — simbolo della cultura tirolese di questa terra di confine tra Italia, Austria e Svizzera. Aperto a metà, riempito con speck, senape e maionese, servito su un tagliere di legno con vista sui tornanti. Non si riesce a replicare quel sapore in nessun ristorante di città. Funziona solo con quel freddo, dopo quella salita.
Lago di Resia: la Torre che Sopravvisse alla Fine di un Mondo
Dopo la discesa dello Stelvio attraverso la Val Venosta, arriviamo al Lago di Resia. Il paesaggio cambia completamente — le gole scoscese cedono il posto a una valle ampia e verde, con borghi tirolesi sui versanti e le Alpi Italiane sullo sfondo.
E al centro del lago, una torre solitaria che emerge dalle acque.
Il campanile del Lago di Resia è uno dei simboli più malinconici e potenti delle Alpi. È tutto ciò che resta del vecchio borgo di Curon Venosta — un intero paese sommerso nel 1950 per la costruzione di un bacino idroelettrico dalla società Montecatini. Gli abitanti furono espropriati con indennizzi irrisori, avvisati in italiano in un paese dove quasi tutti erano analfabeti e parlavano tedesco. Quando le proteste iniziarono, era già troppo tardi.
Il 23 luglio 1950, 150 cariche esplosive furono fatte esplodere negli edifici del borgo. La Chiesa di Santa Caterina resistette quattro giorni prima di essere abbattuta pezzo per pezzo. Il campanile, però, non cedette — fu dichiarato monumento storico e rimase lì, solo, mentre le acque salivano.
Oggi, quando il lago ghiaccia d'inverno, è possibile camminare fino al campanile sul ghiaccio. D'estate, emerge dall'acqua come una domanda senza risposta. Per un motociclista che arriva dopo una giornata di mototurismo sulle Alpi, l'effetto è di fermare il respiro.
Austria: Nauders e la Strada per Samnaun
Dal Lago di Resia, attraversiamo il confine con l'Austria. Il Passo di Resia segna la divisione — uno dei rari punti in Europa dove Italia, Austria e Svizzera si toccano simultaneamente, il cosiddetto Tripoint.
Dal lato austriaco, la strada scende a Nauders, nel Tirolo. Da lì prendiamo i dieci tornanti del Norbertshöhe, attraversiamo il confine svizzero a Martina ed entriamo nella strada per Samnaun — 7 km stretti, ripidi, con gallerie scavate nella roccia e fondo stradale quasi sempre bagnato.
Samnaun: il Segreto Duty-Free nelle Alpi Svizzere
Samnaun è una rarità. Questo piccolo borgo svizzero nel Canton Grigioni è l'unica zona franca della Svizzera — perché fino a qualche decennio fa era raggiungibile solo passando per l'Austria. Per questo ha ottenuto uno status speciale: carburante a prezzi ridotti, bevande, profumi e orologi a prezzi duty-free. La valle è stretta, le montagne chiudono da ogni lato, e la sensazione è di aver scoperto un segreto nascosto nelle Alpi. Per chi fa un road trip in moto attraverso l'Europa, è una tappa che vale la deviazione.
Facciamo il pieno. Con i prezzi svizzeri, ogni risparmio è benvenuto.
Passo Maloja: la Serpentina più Spettacolare d'Europa
Da Samnaun scendiamo attraverso l'Engadina verso Chiavenna. E lungo la strada, il Passo Maloja.
Il Maloja si trova a 1.815 metri e collega la Val Engadina alla Val Bregaglia, unendo St. Moritz a Chiavenna — 50 km di paesaggi mozzafiato nel Canton Grigioni. La particolarità del passo sta nel versante italiano: una parete rocciosa quasi verticale fa da sfondo a una serpentina di tornanti che sembra disegnata a mano. È considerata "la serpentina più spettacolare d'Europa" — e chi scende in moto, curva dopo curva, con la valle che si apre in basso, capisce perché.
Sin dall'epoca romana il Maloja era via di commercio tra il nord e il sud d'Europa. Oggi è una meta classica del mototurismo in Europa — ma non perde mai quella sensazione di stare attraversando qualcosa di speciale, quasi segreto.
Alla base, si rientra in Italia. Il paesaggio si ammorbidisce, la Val Bregaglia si apre, e appare Chiavenna.
Chiavenna e le Cascate dell'Acquafraggia
Arriviamo a Chiavenna con il sole più basso. Città di pietra antica in Lombardia, con il Fiume Mera che taglia il centro storico e i famosi crotti — grotte naturali dove la temperatura rimane intorno agli 8°C tutto l'anno grazie a una corrente d'aria sotterranea. Vi si conservano vini e formaggi, e si serve la bresaola affumicata della Valchiavenna — leggermente diversa dalla più nota bresaola della Valtellina, più rustica, stagionata all'antica.
La sosta finale è alle Cascate dell'Acquafraggia, a Borgonuovo di Piuro, a pochi chilometri da Chiavenna. Il nome viene dal latino aqua fracta — "acqua spezzata" — e descrive bene: il torrente nasce a 3.050 metri di quota e scende in cascate sovrapposte per oltre 150 metri di altezza. Leonardo da Vinci rimase così colpito da menzionarle come "belle chadute d'aqua" nel suo Codice Atlantico, oggi custodito alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Lasciamo le moto e andiamo a piedi fino alla base delle cascate. Anche dopo tutto ciò che la giornata ci aveva dato, quello spettacolo di acqua e roccia fa ancora il suo effetto.
Il Ritorno a Milano
La SS36, lungo le sponde del Lago di Como e poi attraverso la Lombardia. Con l'adrenalina di quattro valichi alpini, tre paesi e un campanile che emerge da un lago ancora nelle vene, gli ultimi 150 km sembrano un bonus facile.
550 km. Sette amici. Un giorno di viaggio in moto attraverso l'Europa che nessuno di noi dimenticherà.
Vale la Pena Farlo in un Giorno? La Risposta Onesta
Sì, è possibile. Ed è stato incredibile.
Ma la risposta onesta è: non farlo in un giorno se puoi farlo in due o tre.
Questa settimana, un cliente di Moretto Moto Rental ha percorso esattamente questo itinerario in moto sulle Alpi Italiane — in tre giorni. È tornato completamente innamorato, specialmente dello Stelvio e del Lago di Resia. Due giorni in più cambiano tutto: più tempo in vetta allo Stelvio, una passeggiata fino al campanile di Curon sul ghiaccio d'inverno, un pranzo tranquillo in un crotto a Chiavenna.
In un giorno, fai l'itinerario. In due o tre giorni, lo vivi.
Consigli Pratici
Apertura dei passi: Lo Stelvio e il Gavia aprono generalmente a giugno e chiudono con le prime nevicate di ottobre/novembre. Verifica sempre le condizioni prima di partire.
Carburante: Fai il pieno a Bormio prima dello Stelvio. A Samnaun, in Svizzera, il carburante è più economico — approfittane. Al ritorno, Chiavenna ha buoni distributori.
Vignetta svizzera: Obbligatoria per le strade svizzere. Circa 40 franchi l'anno, disponibile ai valichi di frontiera o online.
Velocità in Svizzera: Le multe sono proporzionali al reddito. Tolleranza zero. Rispetta sempre i limiti.
Abbigliamento: Anche a luglio, porta una giacca con fodera termica. In cima allo Stelvio e al Gavia, la temperatura può scendere a 5°C.
Partenza: Da Milano, vicino all'Aeroporto di Malpensa, Ponte di Legno dista circa 170 km. Parti presto per godere dei passi prima che arrivi il traffico.
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FAQ
Il Passo dello Stelvio è sempre aperto?
No. Chiude d'inverno, generalmente da novembre a maggio. Il sito della Provincia di Bolzano fornisce informazioni in tempo reale sulle condizioni dei passi.
Posso fare questo itinerario con un noleggio moto a Milano?
Sì. Moretto Moto Rental si trova vicino all'Aeroporto di Malpensa e offre BMW GS pronte per esattamente questo tipo di percorso sulle Alpi Italiane.
Ho bisogno della vignetta per circolare in Svizzera?
Sì, per le autostrade. Circa 45 CHF/anno, acquistabile al confine o online.
Si può fare il percorso con una moto di cilindrata inferiore?
Sì, ma il Gavia ha tratti molto ripidi. Si consiglia almeno 600cc con un buon rapporto peso/potenza.
Qual è il periodo migliore per il mototurismo sulle Alpi Italiane?
Da giugno a settembre. A luglio e agosto il traffico sui passi è intenso — parti presto per godere delle strade più libere.
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